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Y.O.U MAGAZINE

FAMILY LIFE
16/12/2016

Vademecum semi-serio per sopravvivere alle rimpatriate natalizie in famiglia

Ci risiamo: come dicono gli inglesi, “it’s THAT time of the year again”. Quale? Quello più amato e odiato in egual modo, quello capace di tirare fuori tutto il meglio (e anche il peggio) di noi, tra una fetta di panettone e un bicchiere di prosecco. 

Quello in cui, soprattutto, ci tocca rivedere persone (per la maggior parte nostre consanguinee) delle quali si può affermare non abbiamo minimamente sentito la mancanza durante tutto l’anno precedente.  Esatto: stiamo parlando delle festività natalizie, con tutto il loro corollario di pranzi, cene e aperitivi familiari. Sicuramente è piacevole trascorrere del tempo insieme, lontani per una volta dalla frenesia di tutti i giorni - ma ciò non è comunque privo di lati fastidiosi.  

Su tutti, il dover rispondere a domande imbarazzanti e un poco invadenti sulla nostra vita privata (“Sei fidanzata?”, “Quando ti sposi?” “Cosa ne pensi del nuovo talent show di Maria De Filippi?”, tanto per citarne alcune) o il dover passare del tempo con persone che proprio non sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda.
Esiste un modo per sopravvivere indenni a queste rimpatriate familiari? Certo, ve lo sveliamo noi in cinque semplici punti!  

Punto 1)  
Ribaltare la stessa domanda sul vostro interlocutore. Lineare ma efficacissimo. 

Un esempio: se vi chiedono “Perché non ti sei ancora sposata?” rispondere con serenità “E tu perché ti sei sposata? Un bilancio? Ne sei felice? Come è stato il tuo matrimonio?” e via dicendo. Nel migliore dei casi il parente ne sarà spiazzato e non risponderà. Nel peggiore, invece, passerà le seguenti due ore a raccontarvi delle portate del suo pranzo nuziale e di quanto erano belli i segnaposto in tela écru. Comunque, sempre meglio del dover rispondere voi stessi a un interrogatorio stile NASA. 

Punto 2) 
Mangiate, mangiate in continuazione. Il galateo vede come il fumo negli occhi il conversare mentre si sta gustando un piatto a tavola. 
Un’ottima scusa per non dover interagire con i parenti più del minimo sindacale (e anche per poter apprezzare senza troppi sensi di colpa i manicaretti natalizi. Lo state facendo per una causa superiore, ricordatevelo.) 

Punto 3) 
Dissimulare, una vera e propria arte. Aprite il regalo della zia Giulia ed è l’ennesimo maglione a righe taglia XXL? Vostra cugina fa una battuta sul fatto che rispetto allo scorso Natale siete decisamente fuori forma? 
Contate fino a dieci, un bel respiro profondo, un sorriso sulle labbra e passate oltre. Non è il caso di discutere per queste piccolezze proprio a Natale, suvvia. (NDR: un ripasso preventivo delle performance dell’Actor’s Studio può essere utile allo scopo). 

Punto 4) 
Se vi piacciono almeno un po’, offritevi di occuparvi dei bambini. Con loro il tempo scorre più in fretta e spesso anche le conversazioni risultano più interessanti (quel genere di interessante paragonabile al teatro dell’assurdo). 
Potete anche chiedere di essere seduti al loro tavolo. Ovviamente se l’ultima volta che, per sbaglio, siete entrati in un parco giochi vi è venuta una crisi isterica, saltate questo punto! 

Punto 5) 
Ricordatevi che passano in fretta. Si tratta solo di pochi giorni e poi più niente per un anno intero. Del resto, siete sopravvissuti a meeting di lavoro interminabili e a file alla Posta che sembrano non avere mai fine, ce la farete anche questa volta. Forse…

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